Trionfo azzurro alla 28ª Coppa delle Sei Nazioni di Scacchi per Ciechi e Ipovedenti

Scritto da Bersan Vrioni il 22 giugno 2026

Una coppa per l'Italia, una vittoria per tutti

Ci sono settimane che passano velocemente e si trasformano in un ricordo. E poi ci sono settimane che lasciano una traccia profonda, perché raccontano qualcosa di più grande di un evento sportivo. La 28ª Coppa delle Sei Nazioni di Scacchi per Ciechi e Ipovedenti, che si è svolta dal 13 al 20 giugno 2026 presso l'Admiral Art Hotel di Rimini, appartiene certamente a questa seconda categoria.

La manifestazione, organizzata dall'Associazione Scacchisti Ciechi e Ipovedenti Italiani (ASCID), si è svolta con il patrocinio della International Braille Chess Association (IBCA), dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) e del Comune di Rimini.

Per la prima volta nella sua lunga storia, una delle più prestigiose competizioni internazionali dedicate agli scacchisti ciechi e ipovedenti è approdata in Italia. E l'Italia ha saputo rispondere nel modo più bello: con la competenza di un'organizzazione costruita con pazienza e passione, con il calore di una città che ha fatto dell'accoglienza la propria identità, con la generosità di tante persone che hanno messo a disposizione tempo, energie e professionalità e con una squadra straordinaria che ha saputo scrivere una pagina destinata a rimanere nella storia. Non soltanto ospitando con successo una competizione internazionale di altissimo livello, ma conquistandone anche il primo posto sul campo di gara.

L'Italia è la vincitrice della Coppa delle Sei Nazioni 2026. Lo ha fatto imponendosi con autorevolezza su tutte le rappresentative avversarie, vincendo tutti e cinque gli incontri disputati nel corso della competizione. Un percorso netto, limpido, costruito mossa dopo mossa, giornata dopo giornata.

C'è però un dato che racconta ancora meglio la portata di questo risultato e che merita di essere sottolineato. Tutti e quattro gli azzurri hanno concluso la competizione senza conoscere la sconfitta. Un risultato rarissimo in una manifestazione internazionale di questo livello, che restituisce pienamente la misura della forza, della preparazione e della straordinaria coesione di questo gruppo.

I protagonisti di questo magnifico successo sono Giuseppe Tarascio di Bari, Marco Casadei di Cesena, Bersan Vrioni di Viterbo e Claudio Ariaudo di Cuneo. Quattro giocatori provenienti dai diversi angoli del nostro Paese, uniti dalla stessa passione e dalla capacità di trasformare ogni partita in un dialogo fatto di intuizione, memoria, strategia e fiducia reciproca. Il loro trionfo rappresenta il coronamento di un lungo percorso collettivo e assume un significato che va ben oltre il valore di una coppa.

fotografia della cerimonia di premiazione della squadra italiana vincitrice della 28ª Coppa delle Sei Nazioni di Scacchi per Ciechi e Ipovedenti. Nella foto, da sinistra a destra: Biancamaria Toccagni, Presidente Lions Club Rimini Host; Chiara Tirelli, Componente del Consiglio Nazionale UICI; Bersan Vrioni, Presidente ASCID e terza scacchiera; Maestro Giuseppe Tarascio, prima scacchiera; Marco Casadei, capitano e seconda scacchiera; Claudio Ariaudo, quarta scacchiera.

Alle spalle di questa vittoria c'è infatti una realtà che da oltre mezzo secolo opera con dedizione, competenza e visione: l'Associazione Scacchisti Ciechi e Ipovedenti Italiani (ASCID).

L'ASCID non è soltanto un'associazione sportiva: è una comunità di persone, un luogo dove si dimostra che una persona cieca o ipovedente non soltanto può giocare a scacchi, ma può competere ai massimi livelli internazionali, rappresentare il proprio Paese e costruire, attraverso il gioco, relazioni che attraversano il mondo intero. Promuove la pratica scacchistica tra le persone con disabilità visiva, crea opportunità di crescita personale, favorisce la partecipazione alla vita sportiva e culturale e dimostra concretamente che il talento, quando incontra sostegno, competenza e fiducia, non conosce ostacoli.

L'approdo della Coppa delle Sei Nazioni in Italia costituisce il riconoscimento di questo lungo cammino: è il frutto del lavoro di dirigenti, atleti, volontari e sostenitori che, anno dopo anno, hanno costruito qualcosa che appartiene a tutta la comunità.

Gli scacchi occupano inoltre una posizione unica nel panorama sportivo internazionale. In poche altre discipline sportive una persona con disabilità visiva può aspirare agli stessi titoli, confrontarsi negli stessi tornei e misurarsi con gli stessi parametri di valutazione degli atleti normovedenti. Gli scacchi rappresentano quindi un esempio concreto di inclusione fondata sul merito e sulle capacità individuali.

Per una settimana Rimini è diventata il punto d'incontro dell'Europa degli scacchi inclusivi. La città ha accolto delegazioni provenienti da sei nazioni europee, offrendo loro non soltanto una sede di gara, ma un'esperienza di ospitalità, cultura e scoperta del territorio.

Gli atleti provenienti da Belgio, Francia, Paesi Bassi, Slovenia, Svezia e Italia hanno condiviso non soltanto una competizione sportiva, ma un'autentica esperienza di incontro tra persone. Nelle sale dell'Admiral Art Hotel si sono incontrate lingue diverse, storie personali differenti e sensibilità provenienti da tutta Europa, accomunate da una passione capace di superare qualsiasi frontiera.

Alla fine rimarranno certamente la coppa, le classifiche e le fotografie ufficiali. Rimarrà l'orgoglio di un'Italia vincitrice, la gioia di quattro azzurri straordinari, il volto accogliente di Rimini e il cuore generoso di tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell'evento. Soprattutto, rimarrà la consapevolezza che per una settimana tutto questo è accaduto davvero.

Gli incontri sono finiti, i premi sono stati consegnati, le delegazioni tornano nei rispettivi Paesi portando con sé nuovi ricordi e nuove amicizie. Certe partite continuano a vivere molto tempo dopo l'ultima mossa e quella appena vissuta a Rimini è stata una di quelle occasioni in cui sport, cultura, inclusione e umanità hanno saputo camminare insieme.

La 28ª Coppa delle Sei Nazioni lascia in eredità non soltanto una splendida vittoria sportiva, ma anche nuove relazioni, nuove opportunità di collaborazione e la conferma che investire nello sport inclusivo significa investire nelle persone, nel loro talento e nella loro piena partecipazione alla vita della comunità. È da questa eredità che ASCID guarda ai prossimi appuntamenti nazionali e internazionali, con la volontà di continuare a promuovere una cultura dell'inclusione fondata sulle capacità, sulla partecipazione e sull'abbattimento di ogni barriera.

Partner e amici in squadra insieme

L'evento ha potuto contare sulla vicinanza di istituzioni e realtà territoriali che hanno scelto di fare squadra attorno a un progetto dal profondo valore umano. La riuscita della manifestazione ha dimostrato come la collaborazione tra associazioni, istituzioni pubbliche, enti del terzo settore e realtà del territorio possa generare esperienze di grande valore sociale e culturale, capaci di lasciare un segno duraturo nei partecipanti e nelle comunità coinvolte.

Per il Comune di Rimini, che ha concesso il patrocinio alla competizione, è intervenuto l'Assessore Kristian Gianfreda, testimoniando l'attenzione dell'amministrazione comunale verso un'iniziativa che ha saputo coniugare sport, inclusione e valorizzazione del territorio.

Per la Presidenza Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, la componente del Consiglio Nazionale Chiara Tirelli ha portato il saluto del Presidente Nazionale Mario Barbuto, sottolineando il significato di un appuntamento che interpreta pienamente i valori dell'autonomia, della partecipazione e della cittadinanza attiva.

È intervenuta inoltre Sara Arseni, Presidente della Sezione Territoriale di Rimini dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, che ha portato il saluto dell'associazione locale e ha evidenziato il ruolo degli scacchi nella crescita personale e nell'autonomia delle persone con disabilità visiva. Nel suo intervento ha richiamato il valore di iniziative come la Coppa delle Sei Nazioni nel promuovere inclusione, partecipazione attiva e opportunità di incontro tra persone provenienti da realtà e Paesi diversi.

La Presidente del Lions Club Rimini Host, Bianca Maria Toccagni, ha rappresentato un partner fondamentale di questo percorso, contribuendo a rendere possibile una delle esperienze più apprezzate dell'intera settimana: un pomeriggio dedicato alla scoperta del centro storico di Rimini. I partecipanti non vedenti hanno potuto esplorare con le mani pietre, lastricati, bronzi, incisioni e decorazioni, entrando in contatto diretto con la materia viva della storia.

Un contributo altrettanto prezioso è arrivato dal circolo cittadino Rimini Scacchi. I suoi soci hanno messo a disposizione tempo, competenze ed entusiasmo, affiancando l'organizzazione come volontari e offrendo un aiuto concreto durante tutte le giornate della competizione. Il Presidente Roberto Giovanini ha inoltre portato i saluti del Comitato Emilia-Romagna Scacchi e del suo Presidente Fabrizio Frigeri, a testimonianza della vicinanza del movimento scacchistico italiano a un evento di così alto profilo internazionale.

A fare gli onori di casa è stato il Presidente dell'ASCID Bersan Vrioni che, con il duplice ruolo di dirigente e di atleta della squadra vincitrice, ha incarnato perfettamente lo spirito di servizio che anima l'associazione.